non battere ciglio
“Chiudi le palpebre e ti perderai”, è una specie di vecchio adagio, di solito prescritto a un evento che accade così velocemente che dovrai concentrare la tua completa attenzione per assisterlo effettivamente. È così che l’editore Skybound Games ha scelto di presentare uno dei trailer di Before Your Eyes, un gioco che utilizza una telecamera per monitorare i battiti delle palpebre del giocatore per far progredire il gioco.
Sebbene questa meccanica sia stata originariamente concettualizzata nel 2014, prima che nel 2016 apparisse un Kickstarter per Close Your (il titolo che sarebbe poi diventato Before Your Eyes), è stato solo nel 2021 che sarebbe uscito come progetto completamente realizzato. Il gioco abbina immagini morbide e arrotondate a una narrativa malinconica che dimostra cosa può significare il passare del tempo per una singola persona. Affronta anche la grande questione di ciò che viene dopo la morte.
I giocatori assumono il ruolo di Benny Brynn, un’anima errante che vaga nell’aldilà, appena strappata dal fiume Stige dall’enigmatico Traghettatore, una strana creatura simile a un cane che spiega la premessa del gioco. Per ottenere il passaggio nell’aldilà, i giocatori devono vivere la vita di Benny dal suo primo ricordo fino all’ultimo. Attraverso questi ricordi, incontriamo anche la madre di Benny, la cui incapacità di diventare una famosa compositrice le fa proiettare i suoi rimpianti su Benny. Tuttavia, Before Your Eyes trasforma rapidamente quella che potrebbe essere una narrativa prevedibile di un bambino che eredita aspettative impossibili in un racconto potente sulle bugie che ci raccontiamo per superare i nostri momenti più bui.
Immagine: Addio World Games/Skybound Games
La narrazione interroga anche pesantemente l’aspettativa della società (in alcuni casi, culturale) che dobbiamo lasciare qualcosa di grandioso dopo la nostra morte. Before Your Eyes è profondamente consapevole di quanto la necessità di premi, riconoscimenti e lodi possa pesare su una persona – sa anche quanto velocemente il rapporto genitore-figlio possa logorarsi di conseguenza. È proprio questa tensione che mette a dura prova il rapporto di Benny con sua madre e alimenta l’esame del gioco di momenti commoventi e fugaci che Benny non può mai recuperare, nonostante rifletta tristemente su di loro.
Before Your Eyes utilizza la mitologia egizia come spina dorsale della storia. Il Traghettatore trae chiara ispirazione da Anubi, poiché giudica l’anima di un bambino così disperato da dipingere l’immagine di una vita ben vissuta che mente. Benny non è morto come artista affermato con un’eredità sostanziale, ma invece come un promettente musicista bambino. L’inganno di Benny viene chiamato in causa quando il Traghettatore fa rivivere a Benny le sue prime esperienze con la morte. Il primo trova Benny che origlia una conversazione telefonica sulla morte di suo nonno. Il secondo è molto più macabro: ti costringe a fissare, senza battere ciglio, mentre i coyote spingono intorno ai cadaveri dei gattini che avevi appena visto allattare l’amato gatto della famiglia.
“Il Traghettatore è probabilmente un buon esempio della paura di Benny. È il coyote che cerca costantemente di estorcere la verità a Benny”, mi ha detto l’artista principale Hana Lee in un recente DM su Twitter. “Questo si collega direttamente alla scena molto tesa in cui Benny vede un branco di coyote che mangia i suoi gatti. La paura esistenziale che Benny ha provato nel ricordare questo ricordo fa sì che il gioco si trasformi in lui che dice la verità sulla sua vita”.
Immagine: GoodbyeWorld Games/Skybound Games
È in quel gusto di esistenzialismo che Benny inizia finalmente a confrontarsi con la propria mortalità. Questi brevi, ma sempre più significativi esempi attingono alla comprensione di un bambino della vita e della morte; qualcosa di semplice, ma doloroso e duro. Le vignette colpiscono profondamente di per sé, ma facendo rivivere al giocatore queste istanze nella loro interezza, lo costringe a riconciliarsi con la propria comprensione della mortalità e come la sua percezione si è spostata dall’infanzia al presente. Nell’esplorare le nostre percezioni della morte, Before Your Eyes sfida la nozione di un’eredità “significativa”. Sostiene invece che la vita che abbiamo vissuto sia sufficiente, comprese le difficoltà che potremmo aver affrontato lungo quel viaggio e le brutte verità che altrimenti non saremmo stati disposti ad affrontare.
Insieme all’uso unico del battito delle palpebre del gioco, Before Your Eyes ha creato una narrativa convincente che funziona in tandem con la meccanica. La sua grafica in stile libro di fiabe aiuta ad ammorbidire una narrativa altrimenti tragica che fa affrontare a un bambino una delle paure più oscure dell’umanità. E nonostante la severità dell’argomento, il gioco gestisce questo tema con cura, optando per la speranza: eleva le relazioni interpersonali che stringiamo gli uni con gli altri come qualcosa di cui essere orgogliosi. Before Your Eyes si chiede se i premi e la fama siano gli unici lasciti degni che possiamo lasciarci alle spalle. Invece, suggerisce che forse la vita che stiamo vivendo, per quanto banale possa sembrare, è già una storia che vale la pena raccontare.




